Analisi quarta novella della settima giornata del Decameron

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Analisi quarta novella della settima giornata del Decameron

Analisi quarta novella della settima giornata del Decameron

In questo articolo trovate l ‘analisi quarta novella della settima giornata del Decameron, meglio nota come la novella di Tofano e Monna Ghita.
Il tema della settima giornata, scelto da Dioneo, è quello delle beffe giocate dalle mogli ai mariti, la quarta novella è raccontata da Lauretta.
Continuiamo l’ analisi della quarta novella della settima giornata con una breve sintesi della trama della novella.
Monna Ghita è una bellissima donna, moglie di Tofano, un uomo terribilmente geloso che crede che qualsiasi uomo possa innamorarsi di sua moglie. La donna, offesa dall’inspiegabile gelosia decide di trovarsi un amante per vendicarsi. Approfittando delle cattive abitudini del marito, ogni sera lo fa ubriacare per poi metterlo a dormire e trovarsi con il suo amante. Un giorno però, Tofani si rende conto di essere l’unico dei due a bere, così decide di fingersi già ebbro per capire cosa fa la moglie dopo il suo ritiro nella camera da letto. Monna Ghita, come sempre esce di casa per trovarsi con il suo amante ma al suo ritorno si accorge di essere stata chiusa fuori di casa dal marito, con l’obiettivo di disonorarla davanti a tutto il villaggio. La donna inizialmente lo implora sottovoce da lasciarla entrare, tuttavia si rende conto che è inutile, cos?i incomincia a minacciarlo che se non l’avesse lasciata entrare si sarebbe gettata nel pozzo in cortile, così che tutti al villaggio avrebbero attribuito a lui la colpa del suicidio. Tofano non le dà retta, tuttavia quando sente un tonfo nel pozzo corre fuori dall’abitazione per soccorrerla, preoccupato per le conseguenze, L’astuta Monna Ghita, che aveva previsto la sua reazione quando aveva gettato un grosso sasso nel pozzo, subito dopo l’uscita del marito entra in casa serrando a sua volta la porta. Ora la situazione è completamente invertita: la moglie dalla finestra di casa gli dice che è inutile lamentarsi e che dovrà passare la notte all’aperto; lui stupidamente incomincia a insultarla e gridare, svegliando tutto il vicinato. Davanti al pubblico Monna Ghita accusa il marito di tornare sempre a casa tardi ed ubriaco, sostenendo che lei invece è sempre a casa da sola. I vicini rimproverano Tofano e nel frattempo sopraggiungono i parenti della donna, che lo picchiano lasciandolo tutto pesto e si riportano a casa Ghita, La narratrice propone però un lieto fine per la novella: Tofano capisce che la gelosia l’aveva mal condotto , ma soprattutto capisce di amare sua moglie. Riesce quindi a ricondurla a casa, promettendole che non sarebbe mai più stato geloso.
Continuiamo l’ analisi quarta novella della settima giornata del Decameron con la relazione alla giornata cui appartiene.
Lo spostamento della brigata nella Valle delle Donne, un luogo estremamente raffinato stabilisce un contrasto tra l’ambientazione della novella e quella della cornice, secondo la regola dell’equilibrio che caratterizza il Decameron. Lauretta introduce la novella con delle lodi ad Amore, elogiandolo per essere stato in grado d’ispirare le menti degli innamorati, proprio come avviene con madonna Ghita. Nella conclusione la narratrice si schiera dalla parte femminile, inserendo un proverbio con connotazione negativa nei confronti di Tofano, criticandolo di essersi accorto di ciò a cui teneva solo dopo averlo perso (E così, a modo nel villan matto, dopo danno fe’ patto).
Per quanto riguarda il sistema di valori di riferimento la novella non impiega mai il linguaggio dell’amor cortese e la narrazione si caratterizza per gli insulti e le minacce reciproche. Un importante aspetto che discosta questa novella dal mondo cortese è chiaramente la beffa che Monna Ghita mette in atto contro il marito.

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