Analisi seconda novella dell’ottava giornata del Decameron

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Analisi seconda novella dell’ottava giornata del Decameron

Analisi seconda novella dell'ottava giornata del Decameron

In questo articolo trovate l’ analisi della seconda novella dell’ottava giornata del Decameron, meglio nota come la novella di prete da Varlungo e monna Belcolore.
Il tema della giornata sono le beffe in generale e la regina è Lauretta, mentre la novella è raccontata da Panfilo.
Continuiamo l’ analisi seconda novella dell’ottava giornata del Decameron con un breve sintesi della trama della novella.
Al prete di Valrungo piace giacere con le donne. Tra tutte quelle del paese si invaghisce particolarmente di monna Belcolore, una bella contadina che sa ballare e cantare. Un giorno il prete, sapendo il marito della donna fuori città per alcune commissioni si reca da Belcolore e attraverso un patto ottenne ciò che voleva (un rapporto con la donna): lei pretendeva cinque lire, ma lui non avendole con sé le lascia in pegno il tabarro promettendole di portarle i denari entro pochi giorni. Tornato alla parrocchia il prete, pentito di averle lasciato la preziosa veste decide di escogitare un piano per riappropriarsene senza sborsare le cinque lire pattuite. Decide così di inviare un chierico a casa della donna e di chiedere in prestito un mortaio; aspetta quindi il ritorno del marito per mandare il chierico a riportare il mortaio e a chiedere in cambio la restituzione del tabarro lasciato in pegno. Belcolore, di fronte al marito, glielo consegna senza protestare, ma attraverso il chierico manda a dire al prete, facendo uso di una metafora per non insospettire il marito che non si concederà mai più. Tempo dopo il prete e la signora si incontrano ancora in una vendemmia ed il prete minaccia la donna che se non si sottometterà più al suo desiderio finirà all’inferno. Spaventata la donna accetta di sollazzare di nuovo con lui accontentandosi di un piccolo compenso.
Continuiamo questa analisi della seconda novella dell’ottava giornata del Decameron con la relazione con la giornata cui appartiene.
Il fulcro attorno al quale si articola la vicenda della novella è la beffa del prete ai danni della donna. È proprio questa che sottolinea la relazione dell’aneddoto narrato da Panfilo (che sottolinea di voler raccontare una novelletta contro i preti) con la giornata cui appartiene.
Per quanto riguarda il sistema di valore di riferimento bisogna ricordare che la novella è ambientata in un villaggio di campagna, quindi i valori di riferimento sono legati alla semplicità dell’ambiente: l’amore non è visto in ottica cortese ma come piacere carnale.
Concludiamo questa analisi seconda novella dell’ottava giornata del Decameron dicendo che la caratteristica più marcata è l’aspetto linguistico su cui viene giocata la comicità del racconto. Il registro usato risulta molto basso e comico, poiché l’autore vuole marcare la rappresentazione rustica della novella.
In effetti i riferimenti all’ambiente rustico sono parecchi: vengono citati balli e canti popolari (l’acqua corre la borrana e menar la ridda e il ballonchio), similitudini con gli animali tipici del luogo (che pareva un asino che ragghiasse) o allusioni creati riprendendo oggetti dell’uso comune (atta a meglio saper macinare che alcun altra). Il narratore riprende spesso parole che finiscono in -azzo, -ozzo, -uzzo, riproponendo le caratteristiche della lettura comica antica.

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