Analisi terza novella della quinta giornata del Decameron

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Analisi terza novella della quinta giornata del Decameron

Analisi terza novella della quinta giornata del Decameron

In questo articolo trovate l’ analisi terza novella della quinta giornata del Decameron, meglio nota come la novella di Pietro e l’Agnolella.
Il tema della terza novella della quinta giornata del Decameron sono gli amori felici, la regina è Fiammetta e la novella è narrata da Elissa.
Ecco una breve sintesi e l’ analisi della terza novella della quinta giornata del Decameron:
A Roma Pietro corteggia Agnolella, una ragazza che dopo qualche tempo riesce a farla innamorare. Entrambe le famiglie erano però contrarie all’unione dei due innamorati perché appartenevano a ceti sociali diversi. I giovani decisero quindi di scappare verso Alagna. Durante il tragitto Pietro sbagliò strada e giunsero nei pressi di un castello dove, avvistati da alcuni fanti, furono costretti a fuggire, separandosi. Agnolella riuscì a scappare mentre Pietro venne raggiunto. Sul punto di morte arrivarono dei fanti che fecero fuggire i primi, Pietro riprese il suo cavallo e incominciò la ricerca della sua amata , ma fattasi sera interruppe le ricerche e si arrampicò su un albero per passare la notte. Agnolella, che cavalcava nel bosco da parecchio tempo scorse una casetta nel bosco, dove si fece ospitare dai contadini che l’abitavano. Di prima mattina arrivarono dei briganti, ma Agnolella riuscì a non farsi vedere, poco dopo si fece accompagnare dal contadino al castello, dove una gentil donna la accolse e la ospitò. Nel frattempo alcuni lupi divorarono il cavallo di Pietro e poco dopo vide del fumo in lontananza. Si incamminò verso il fumo trovò dei pastori attorno ad un focolare. Alcuni pastori lo accompagnarono al castello dove era ospitata Agnolella e Pietro venne accolto dalla medesima gentil donna, che accolse anche lui. Grazie alla gentil donna e al marito, che conoscevano entrambe le famiglie i due giovani riuscirono a sposarsi e qualche tempo dopo tornarono a Roma.
Continuiamo l’ analisi terza novella della quinta giornata del Decameron con alcune caratteristiche più specifiche.
I primi due paragrafi della novella sono una sorta di ponte logico tra la novella di Emilia e quella di Elissa. Dopo aver sentito i commenti sulla novella raccontata da Emilia la regina Fiammetta chiede a Elissa di iniziare subito la sua novella. Quest’ultima accetta dicendo che racconterà di una brutta notte passata da due giovinetti, definiti poco discreti. Elissa anticipa che la novella avrà lieto fine, per cui il suo racconto sarà conforme al tema proposto dalla regina (amori con lieto fine).
Vediamo ora il sistema di valori di riferimento per la terza novella della quinta giornata.
In questa novella troviamo alcuni temi caratteristici di Boccaccio e più in particolare l’idea che le vicende umane sono governate da fortuna e natura. La prima è collegata all’idea di caso e di destino, la seconda è invece una forza interna all’uomo, che consiste nei suoi istinti e desideri, che l’uomo deve riconoscere e governare con l’intelligenza.
Per quanto riguarda il fattore tempo è importante ricordare che la lettura è veloce e sono presenti molti fatti concentrati in un lasso temporale ristretto, ovvero una notte. In alcune parti della novella i verbi delle subordinate sono in forma implicita (participi passati e gerundi), che mettono in risalto la velocità degli eventi, rendendo il ritmo più alto e accorciando i tempi. Questa consueta accelerazione temporale è data anche dalla presenza delle ellissi.

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