Biografia di Giovanni Boccaccio

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Biografia di Giovanni Boccaccio

Biografia di Giovanni Boccaccio

Biografia di Giovanni Boccaccio
Giovanni Boccaccio nacque in Toscana, a Firenze o a Certaldo, paese d’origine della famiglia.

Suo padre fu un mercante e uomo d’affari molto ricco, mentre l’identità della madre rimane sconosciuta. Giovanni Boccaccio trascorse l’infanzia e l’adolescenza nella casa di famiglia fiorentina, in seguito venne indirizzato agli studi mercantili e bancari.

Nel 1327 suo padre venne nominato a rappresentante e funzionario della compagnia bancaria dei Bardi a Napoli.

Nel 1328 Giovanni Boccaccio venne eletto consigliere e ciambellano (alto dignitario di corte) del re Roberto d’Angiò a Napoli.

In questo periodo si sviluppa anche una appassionata storia d’amore a cui farà riferimento in alcune sue opere. L’identità della donna amata, che venne poeticamente nascosta dall’autore con il nome di Fiammetta è sconosciuta.

Nel 1340-1341 ritorna a Firenze, la sua famiglia si trova infatti in difficoltà finanziarie. Nel 1348 perse il padre e altri parenti e amici a causa della peste.

Continuiamo questa biografia di Giovanni Boccaccio esponendo le principali opere che ha composto:

1330-1340 Caccia di Diana, Filocolo, Filostrato, Teseida

1341-1346 Comedia delle ninfe fiorentine, Amorosa visione, Elegia di madonna Fiammetta, Ninfale fiesolano

1349-1354 Decameron

1365-1367 Corbaccio

1373 Esposizioni sopra la Comedia di Dante

Nel 1350 incontrò per la prima volta Francesco Petrarca di passaggio a Firenze durante il viaggio per raggiungere Roma, dove avrebbe avuto luogo il giubileo.

A partire dal 1350 Boccaccio introdusse un’intensa e ricca produzione letteraria in latino. La casa fiorentina di Boccaccio diventò poi un cenacolo di studi umanistici (luogo di incontro di grandi pensatori) con una conseguente diffusione di testi di opere di autori classici come Tacito,Omero,Platone,Seneca,…; dal 1360 chiamò a Firenze,nonostante la scarsa capacità economica, Leonzio Pliato, un maestro calabrese cui affidò il compito di insegnare il greco e tradurre in latino le opere di Omero e di Platone.

Nello stesso anno ottenne da papa Innocenzo VI la dispensa necessaria per potere ricevere ordini e benefici ecclesiastici.

Nel 1360 a causa del suo coinvolgimento in un tentativo di colpo di stato contro il partito guelfo al potere lo indusse a lasciare Firenze e a ritirarsi a Certaldo. Trascorsi alcuni anni fece ritorno in città, dove si assunse il ruolo di ambasciatore: nel 1365 ad Avignone e nel 1367 a Roma, presso papa Urbano V.

Nel 1371 decise di trasferirsi in modo definitivo a Certaldo, dove trascorse gli ultimi anni immerso nei suoi pensieri e nelle sue riflessioni.

Nel 1373 venne invitato dal consiglio del comune di Firenze a commentare pubblicamente la Commedia di Dante Alighieri. Iniziò le lezioni il 23 ottobre e le concluse dopo circa una sessantina a causa del peggioramento della malattia.

Il profondo dolore provato per la morte di Petrarca nell’estate del 1374 lo portò in uno stato di angoscia e il 21 dicembre 1375 morì a Certaldo.

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