Il punto nel linguaggio visivo

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Il punto nel linguaggio visivo

il punto nel linguaggio visivo

Il punto nel linguaggio visivo è uno degli elementi grafici più semplice e il più sintetico, se vogliamo possiamo definirlo l’unità minima della grammatica visiva.

Il punto che per generale abitudine immaginiamo piccolo e tondeggiante può invece assumere varie forme e dimensioni, inoltre può essere caratterizzato da contorni nitidi o meno.

La costruzione del punto varia chiaramente a seconda del oggetto, dello strumento utilizzato per tracciarlo, della superficie e dell’abilità (velocità,precisione,…) di chi lo

disegna.

Il punto nel linguaggio visivo

Il punto se molto sintetico e reciso suggerisce quindi una sua espressività.

Un’aggregazione di punti ci permette di vedere figure piane, come quella in figura, oppure se di differenti dimensioni possono suggerire un’idea di profondità.

Esso viene raramente utilizzato da solo poiché troppo conciso, per questo motivo è interessante osservarlo come elemento basilare per la costruzione di immagini più grandi e complesse.

L’insieme di piccoli punti permette quindi al nostro sistema visivo di ricostruire un’immagine nitida di ciò che abbiamo di fronte.

Il punto è inoltre stato fonte d’ispirazione per la creazione di movimenti artistici, come il puntinismo, nella fine dell’ottocento ed ha plasmato grandi opere di artisti del calibro di Paul Signac.

Nel puntinismo venivano utilizzati piccoli tocchi di colore per comporre le immagini, riproducendo con essi le forme, i volumi e i colori della realtà.
Evidentemente il nostro occhio fonde i vari punti, tanto che fatichiamo a distinguerli.

Grazie agli addensamenti più concentrati di punti in determinate aree dell’opera determinano aree scure, mentre la loro rarefazione determina aree più chiare con un risultante effetto tridimensionale.

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