La ceramica cretese

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La ceramica cretese

Breve articolo dedicato alla ceramica cretese

La ceramica cretese

Le popolazioni vissute sulle coste del Mediterraneo orientale e più precisamente nei territori bagnati dal Mar Egeo hanno sempre dimostrato una grande abilità manuale nella lavorazione dell’argilla. Questo permetteva loro di ottenere vasi, ciotole e piatti e di stilizzarli a proprio piacimento.
Dopo essere stati modellati venivano decorati con colori ottenuti da pigmenti naturali e messi a cuocere nei forni appositi, diventando ceramica.
La decorazione dei vasi in ceramica (dal greco kéramos, termine utilizzato per definire l’argilla) viene chiamata pittura vascolare.
Le zone maggiormente dipinte erano l’imboccatura del vaso (la cosiddetta bocca), la parte centrale (pancia), la parte di appoggio (il piede o base) e i manici (anse).
Sin dai primi anni del II millennio a.C, i Cretesi, realizzavano con l’aiuto del tornio vasi con pareti molto fini (circa un centimetro di spessore) che dipingevano con motivi geometrici ispirati generalmente al mondo naturale (meglio noto come stile Kamàres).
Nei secoli successivi la pittura vascolare si sviluppò sempre più, caratterizzandosi per la libertà e le figure naturali e in Età greca, narrando storie e miti antichi, con scene particolari e una grande ricerca dei dettagli.
In generale nella produzione greca si distinguono due tipologie di decorazioni:

  • stile a figure nere su fondo rosso: figure dipinte con una vernice nera che lascia risaltare lo sfondo rosso dell’argilla cotta. I dettagli vengono incisi con una punta di metalli, lo stilo.
    La ceramica cretese
  • stile a figure rosse su sfondo nero: il vaso viene rivestito di vernice tralasciando le parti corrispondenti alle figure, che risulteranno rosse.
    I dettagli delle figure rosse sono poi rivisti con pennelli sottili.
    La ceramica cretese

Le forme e le dimensioni per la ceramica cretese e più in generale quella greca avevano una precisa funzione.
I vasi più grossi, come ad esempio il Cratere erano usati per segnare le tombe dove venivano accolte le offerte in onore dei defunti oppure, molto spesso, venivano usati durante i banchetti per mescolare acqua e vino.

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