La Prima Repubblica italiana

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La Prima Repubblica italiana

La Prima Repubblica italiana

Al momento della liberazione dell’Italia dal nazifascismo il paese era profondamente diviso. Nel sud Italia la guerra era finita nell’estate del 1943 mentre al nord era durata fino al 1945. Al nord il fascismo si mostrò, alleato dei nazisti, corresponsabile di violenze e situazioni disumane, oltre ogni dignità.

L’antifascismo aveva ottenuto un consenso maggioritario e in due anni di Resistenza aveva intrapreso la via politica. La via politica fu presa a livello di discussioni e di responsabilità di governo. I partiti antifascisti si trovarono poi in un’unica organizzazione denominata il Comitato di liberazione nazionale dell’Alta Italia (Clnai).

I maggiori esponenti di questo gruppo erano i rappresentanti del Partito comunista, profondamente radicato nella classe operaia; (vi era anche la Democrazia cristiana, il rinominato Partito popolare di don Luigi Sturzo; i liberali e il Partito d’Azione).

All’interno del gruppo si presentavano comunque punti di vista diversi e generali discrepanze. Per i comunisti e una parte dei socialisti la Resistenza era la prima fase di una rivoluzione sociale. Tale rivoluzione avrebbe permesso un cambiamento del Paese in direzione del modello dell’ Unione Sovietica. I democristiani e i liberali pensavano invece a un regime democratico (modello USA e Gran Bretagna).

In generale l’Italia del Nord era prettamente antifascista,repubblicana e operaia. Il Sud presentava invece idee tradizionaliste e monarchiche (dovuto alla poca politicizzazione).

Dopo una serie di novità a livello politico dell’Italia del sud, con la nascita del “qualunquismo”(un movimento antipartitico diffidente nei confronti della Resistenza), l’affermazione del movimento separatista e gli scontri tra latifondisti,banditi e mafiosi contro i braccianti l’Italia si ritrovò con una fragile unità nazionale, chiaramente minacciata dalle divisioni politiche. Oltre agli odi e ai rancori che esistevano tra Nord e Sud, lasciati in eredità dalla dittatura vi era la questione delle diverse prospettive delle forze politiche.

Dopo la Liberazione del 1945 il primo governo democratico fu guidato dal piemontese Ferruccio Parri (esponente del Partito d’Azione e di Giustizia e libertà). In dicembre venne succeduto dal nuovo governo del democristiano Alcide De Gasperi (1881-1954), un ex deputato a Vienna (quando Trento era ancora austriaca).

Il 2 giugno 1946, per la prima volta, tutti gli italiani maggiorenni furono invitati a votare. Il sistema fu a suffragio universale anche femminile con un sistema proporzionale per votare un’Assemblea costituente. Nello stesso contesto elettorale il 2 giugno si doveva decidere, tra la forma repubblicana e quella monarchica. La decisione fu presa secondo un referendum istituzionale.

Il Nord e il Sud dell’Italia votarono in modo evidentemente discordante : al Sud la repubblica ottenne circa il 35% dei voti contro i 65% a favore della monarchia, mentre al Nord i risultati si rovesciarono; in generale prevalse la Repubblica con il 54% dei voti (circa 12 milioni a favore della Repubblica contro i 10 milioni contrari) andando a costituire la Prima Repubblica italiana.

 

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