L’Aminta

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L’Aminta

L'Aminta

 

 

 

 

 

L’Aminta è un opera di Torquato Tasso composta nella primavera del 1573 e rappresentata in luglio dalla compagnia teatrale dei Gelosi sull’isoletta di Belvedere sul fiume Po (oggi scomparsa) davanti alla corte estense. L’Aminta è un’opera di un periodo felice, di un breve e felice momento ideativo, della vita (generalmente ricca di inquietudine e insicurezza) di Tasso.

L’Aminta è una favola pastorale composta da un prologo e da cinque atti in endecasillabi e settenari variamente rimati. Ogni atto è chiuso da un coro, anch’esso con struttura variabile.

La favola pastorale era un genere particolarmente apprezzato dalla corte di Ferrara, infatti Tasso si inserì molto bene e con autorità in tale categoria. Da un lato accolse gli elementi di libertà e sperimentazione tipici del genere, ma dall’altro tentò di elevare la favola pastorale al livello letterario della tragedia.

Lo stile utilizzato nell’opera è semplice, lo stile medio, una via di mezzo tra lo stile sublime della tragedia e lo stile popolare, basso. A livello di contenuti cercò di portarli al livello più alto, con argomenti di sostanza filosofica. I principali nuclei filosofici che troviamo in quest’opera sono due: il problema del libero arbitrio dell’uomo, messo alla prova dall’amore e il rapporto tra natura e civiltà.

Il primo tema si può facilmente notare nello sviluppo della trama: Aminta ama Silvia, che non lo ama. La volontà amorosa di Aminta si scontra con quella di Silvia, il loro libero arbitrio deve misurarsi con le leggi dell’amore.

Il secondo tema, quello del rapporto tra amore (natura) e onore(civiltà) è affrontato nel coro tra il primo e il secondo atto. Tasso impostò un antitesi tra amore e onore, tra innocenza e corruzione, tra natura e civiltà e tra libertà e legge.

L’opera ha un lieto fine molto particolare, infatti esso sopraggiunge solo dopo che i due protagonisti hanno rinunciato ciascuno a qualcosa che apparteneva alla propria libertà originaria. Amore e onore, natura e civiltà,.. non si presentano quindi come elementi contrapposti ma come elementi di una relazione dialettica (hanno bisogno l’uno dell’altro per potere formare un progresso).

L’opera di Tasso si presenta ancora oggi molto attuale poiché ripropone il tema del rapporto tra potere civile e religioso, e libertà personale.

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