Analisi sesta novella della sesta giornata del Decameron

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Analisi sesta novella della sesta giornata del Decameron

Analisi sesta novella della sesta giornata del Decameron

In questo articolo trovate l’ analisi della sesta novella della sesta giornata del Decameron, anche nota come la novella di Michele Scalza.
Il tema della sesta giornata è il potere della parola e del motto di spirito, che possono salvare l’onore e perfino la vita. La regina della sesta giornata è Elissa, mentre la novella è raccontata fa Fiammetta.
Continuiamo l’ analisi della sesta novella della sesta giornata del Decameron con una breve sintesi della trama della novella.
Michele Scalza era un giovane fiorentino molto spiritoso che un giorno si trovò con un allegra brigata sulla collina di Montughi, dove nacque una discussione su quali fossero gli uomini più antichi e nobili di Firenze.
Quando lo Scalza affermò che secondo lui gli uomini più antichi del mondo erano quelli del casato dei Baronci (conosciuti per la loro bruttezza) tutti si misero a ridere. Lo Scalza insistette e disse che era disposto a scommettere, rimettendosi al parere di un giudice (se avesse perso avrebbe pagato la cena a tutti). Un giovane accetto la sfida e scelse come giudice il padrone di casa che gli ospitava. Il giudice ascoltò le ragioni dello Scalza, il quale affermò che i Baronci furono creati da Dio all’inizio, quando non sapeva ancora disegnare bene, per questo motivo hanno forme distorte, tutti gli altri uomini furono disegnati dopo, quando aveva imparato. Dunque la bruttezza dei Baronci era da imputare alla loro antichità, quindi erano più nobili. A questa conclusione tutti sentenziarono che lo Scalza aveva vinto la cena.
Per quanto riguarda la relazione con la giornata cui appartiene bisogna ricordare che l’introduzione di Fiammetta non presenta una riflessione particolare su un particolare concetto. La narratrice si limita a stabilire un nesso con la novella precedente, narrata da Panfilo, che per primo aveva citato i Baronci. Il discordo di Michele Scalza, portato davanti al giudice si fonda su un para-sillogismo legato ad un nonsenso che occorre spiegare: egli paragona Dio ad un pittore che deve imparare il proprio mestiere, il fatto che i Baronci sono brutti e sproporzionati indica fu un Dio bambino o apprendista a crearlo e non una figura completamente matura. Questo paragone risulta però insensato in quanto la figura divina è la perfezione per eccellenza.
Per concludere questa analisi sesta novella della sesta giornata del Decameron è interessante sottolineare che la novella è molto breve e si concentra quasi per intero sulla dimostrazione con la quale il protagonista riesce a risolvere brillantemente la scommessa. La novella tratta quindi scherzosamente il tema della manifestazione fisica dell’uomo.

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