Biografia di Giacomo Leopardi

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Biografia di Giacomo Leopardi

Biografia di Giacomo Leopardi

In questo articolo troverete la biografia di Giacomo Leopardi

Giacomo Leopardi nacque il 29 giugno 1798 a Recanati dal conte Monaldo Leopardi e da Adelaide Antici. Primogenito di dieci fratelli (cinque dei quali morti poco dopo la nascita) fu assegnato a insegnati privati di modesto valore, fino al 1812 quando il padre si accorse che non avevano più nulla da insegnarli. La sua formazione fu quindi in buona parte da autodidatta (imparò la lingua greca e quella ebraica da solo), resa possibile dalla ricca biblioteca paterna contenente circa 16’000 volumi, soprattutto a carattere teologico, storico e erudito (anche se non mancavano opere di illuministi francesi). La biblioteca divenne quindi ben presto il luogo prediletto dal giovane Leopardi, in assenza di veri legami con la madre, ma con un rapporto solido e di venerazione nei confronti del padre. Giacomo Leopardi incominciò a scrivere nel 1809 producendo prove poetiche di ogni tipo, tra quali le tragedie ma soprattutto opere storico-erudite come ad esempio il “Saggio sopra gli errori popolari degli antichi” pubblicato nel 1815, traduzioni da autori greci e latini o indagini di tipo filologico. Nella biblioteca studiò una quantità enorme di volumi, scritti teleologici e opere di vario genere durante “sette anni di studio matto e disperatissimo“, coincidenti con l’età giovanile dello sviluppo, che ebbero forti conseguenze sulla salute di Leopardi, procurandogli la scoliosi e l’indebolimento della vista. Per il giovanissimo Leopardi, solo diciassettenne incominciò un continuò rapporto diretto con dolore e con la coscienza del limite, che orientò la sua poesia e il suo pensiero.
Intorno al 1816 incomincia quello che lui stesso definì “passaggio dall’erudizione al bello” o la propria “conversione letteraria“, processo durato fino al 1819 che lo portò ad abbandonare progressivamente gli studi eruditi e filologici favorendo un progressivo aumento di interesse per la poesia come unico strumento espressivo adatto a dar forma a passioni individuali e sentimenti.
La scoperta della poesia coincise con l’apertura al mondo, grazie alla corrispondenza epistolare con l’amico Pietro Giordani, primo estimatore di Leopardi, che andò a trovarlo nel settembre del 1818 e lo aiutò a prendere consapevolezza del proprio valore. La seconda apertura di Giacomo Leopardi possiamo trovarla nell’amore, il primo, provato per Gertrude Cassi, cugina del padre, ospite in casa Leopardi dall’ 11 al 14 dicembre 1817. Tale amore è all’origine dell’ “Elegia I” , pubblicata nei “Canti” con il titolo “Primo amore”. Continuiamo la biografia di Giacomo Leopardi con alcuni dettagli relativi alle sue opere.
Nel 1817 Leopardi iniziò a tenere anche una sorta di diario, che in seguito chiamerà “Zibaldone di pensieri” nel qual raccolse impressioni, idee, ricordi, riflessioni in varie forme. Nel 1819, al compimento dei 21 anni (che corrispondevano alla maggiore età dell’epoca) Giacomo Leopardi cercò di scappare di casa: chiese il passaporto, preparò una lettera al padre e una al fratello Carlo, ma il tentativo venne scoperto.
Nel 1819 oltre alla frustrazione per la mancata fuga si aggiunse anche una grave forma di esaurimento psicofisico che lo portò alla perdita parziale della vista per oltre sei mesi.
Nel 1822 riuscì finalmente ad ottenere il permesso per partire e si recò a Roma, dove rimase fino al maggio 1823, ospite dello zio Carlo Antici. Il soggiorno romano si rilevò tuttavia una grande delusione: la grandezza monumentale di Roma lo infastidiva, la cultura romana gli apparve arretrata e mediocre.
Nel 1824 iniziò la stesura delle “Operette morali“, mentre a Bologna pubblicò le “Canzoni”. Tra il 1825 e il 1828 soggiornò a Milano, Bologna e Firenze, infine trovò un clima favorevole alla sua salute a Pisa, dove ricominciò a scrivere poesia. Nel 1827 uscì la prima versione delle “Operette morali” e nel 1831 la prima edizione dei “Canti”. Nel 1833 si trasferì a Napoli su consiglio dei medici, che ritenevano avesse un clima più adatto alla sua salute sempre più precaria. Nel1835 uscì, presso l’editore napoletano Starita la seconda edizione dei “Canti” e nella sua ultima residenza sulle pendici del Vesuvio scrisse “La ginestra” e “Il tramonto della luna”. Per concludere la biografia di Giacomo Leopardi è necessario ricordare che morì il 14 giugno 1837 assistito dall’amico Ranieri.

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